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“Heart of Lambrusco”, l’arte e la passione di Cantine Ceci.

Dal 1938 quando l’azienda di Torrile era sotto la guida di Otello, fino al 2017, sono stati numerosi i premi per il miglior Lambrusco. Le Cantine Ceci parla di sé e di come è diventata la fashion winery italiana.

Torrile è un piccolo paese della bassa parmense dove d’estate il ronzio delle mosche e delle zanzare si fonde con quello dei trattori che si muovono lenti nei campi coltivati mentre si respira un’afa quasi insopportabile. Nel 1938 inizia l’attività presso quella che ancora oggi è la cantina Ceci, conosciuta a livello nazionale ma anche internazionale. Tutto grazie alla bravura, alle competenze e alla voglia di mettersi in gioco dei conduttori dell’azienda, che sono risusciti a collocare nel mercato un prodotto non solo bello esteticamente ma in grado di rispondere anche al gusto dei buyer.

Tutto questo è dovuto alle spiccate doti di marketing e all’intraprendenza dell’enologo Alessandro Ceci, uno dei nipoti di Otello il fondatore dell’azienda di famiglia cui è dedicato il prodotto di punta dell’azienda. “Nel paese, una volta – racconta Alessandro Ceci, titolare dell’azienda – c’era un’unica struttura dove si vendeva di tutto: si macellavano gli animali per avere la carne e fare i salumi, si mesceva il vino e tutto questo serviva per avere un’attività come un’osteria”. Sulla facciata dell’azienda infatti riporta il proprietario si leggeva la scritta ‘commestibili’ invece di trattoria. La curiosità è che Otello non aveva delle proprie vigne ma acquistava le uve e i mosti dai coltivatori della zona della bassa parmense per produrre il Lambrusco Maestri, che risultava essere ben diverso da quello della zona di Modena, e che veniva servito ai tavoli della sua osteria. “Il lambrusco Maestri era il preferito di mio nonno” riporta Alessandro, poiché è caratterizzato da un colore scuro, il corpo denso e tannico: un prodotto che, al tempo, si sposava perfettamente con la cucina grassa e pesante che per tradizione si mangiava della zona. “ La trippa che cucinava mia nonna come piatto principale era molto grassa e quindi necessitava di un vino corposo per accompagnare pietanze sostanziose”.

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Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del decennio successivo lo zio e il padre di Alessandro fondano la vera e propria azienda Cantine Ceci ed è questo che segna la svolta nell’approcciarsi al mondo vinicolo e al mercato poiché inizia ad esserci un buon interesse per il loro Lambrusco anche dai paesi vicini. “Negli anni ’90 iniziamo a lavorare in azienda anche io e le mie sorelle – racconta Alessandro – e capimmo che avremmo potuto sviluppare nella maniera giusta le potenzialità del Lambrusco Maestri pur essendo ancora un’azienda locale”. Negli stessi anni vengono svolte due operazioni molto importanti che permetteranno all’azienda di immettersi nel mercato a larga scala.

Alessandro capisce che la prima operazione che deve essere svolta è quella di trovare un legame tra il loro vino e il territorio dove viene prodotto. Grazie agli studi in enologia apprende una nozione che cambierà le sorti della cantina: per poter utilizzare il nome di un personaggio storico questi non deve aver avuto eredi per almeno tre generazioni; e quindi quale altro personaggio più rappresentativo e conosciuto nel mondo proveniente dalla bassa parmense se non Giuseppe Verdi? Viene così registrato il marchio con il nome di Verdi e utilizzate le dieci immagini più famose del compositore: “Questa scelta risultò vincente perché tutti nel mondo conoscono Verdi e quindi non solo sei immediatamente riconoscibile come produttore di quel vino ma hai anche creato un solido legame con la tua terra dove viene prodotto”.

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Altra scelta vincente fu quella nel ’89 di registrare il dominio su Google www.lambrusco.it, perché in questo modo chiunque digiti sul server la parola “lambrusco” automaticamente si collega a Cantine Ceci: “Queste sono state due operazioni fondamentali da cui è partito tutto”, riporta sorridente e soddisfatto il proprietario della cantina. Tutt’oggi le Cantine Ceci sono il luogo in cui si vinifica a partire dalle uve, poiché il totem dell’azienda è quello di essere sempre presenti sul mercato e di evolvere con esso, sperimentando fin dal prodotto iniziale (ovvero le tipologie di uve e mosti) fino al prodotto finale con l’imbottigliamento (concependo bottiglie uniche nel mercato grazie al supporto dell’azienda Bormioli che è la più grande engineering nella costruzione di stampe di vetro ndr).

Il target di riferimento della cantina sono i giovani poiché, essendo il lambrusco uno dei primi vini assaggiato da chi si avvicina al mondo dell’enologia e questa “Grande opportunità di educare i giovani”, dice sorridendo Alessandro “è un fattore che non si può sprecare”. L’estetica conta veramente moltissimo nel mondo del vino e Cantine Ceci è riuscita a sfondare nel mercato internazionale assumendo il ruolo di fashion winery italiana, diventando così il punto di riferimento per molte altre aziende vinicole. “Siamo riusciti a fare la prima bottiglia di spumante quadrata nel mondo e da qui è partito il successo del lambrusco Otello” afferma Alessandro, la cui scrivania è ricolma di eleganti bottiglie tutte differenti sopra cui è scritto Otello in caratteri e colori diversi.

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L’azienda Ceci gestisce direttamente due aziende agricole dove vengono “sperimentati” i loro vini: il “Groppetto” a Neviano de’Rossi e “La Madonnina” a Torrechiara anche se la maggior parte dell’uva viene acquistata dai viticoltori della bassa parmense. “Nonostante il lavoro di sperimentazione e innovazione – racconta il proprietario – siamo il Lambrusco più premiato in Italia e all’estero. Anche quest’anno abbiamo vinto tantissimi premi: al Vinitaly, IWC (International Wine Challenge), Trophy il più grande concorso cinese dove siamo riusciti a portare a casa la doppia medaglia d’oro per lo spumante”.

A proposito delle varietà di vino che vengono prodotte dalla cantina sorge spontanea una domanda riguardo il loro spumante. Quest’anno è stato proprio il Nàni di Otello ad aggiudicarsi la massima premiazione (5 grappoli) da parte della rivista Bibenda e la curiosità risiede nel fatto che è stato premiato uno spumante prodotto in una terra che non produce questa tipologia di vino. Ceci spiega come è nata la sperimentazione di questo fantastico vino e anche delle caratteristiche della bottiglia: “Abbiamo capito che se avessimo fatto una bollicina bianca dell’Otello avremmo fatto la scelta giusta ma andava pensata con il giusto criterio: innanzitutto avrebbe dovuto essere una bottiglia esteticamente molto bella”. Nasce così Tulip, una bottiglia quadrata pensata come se fosse una bottiglia di profumo con una nicchia per l’etichetta e anche la sua confezione simula la schiusa di un fiore con quattro petali tenuti insieme da un collare. “Abbiamo scelto il nome Nàni (che in dialetto parmigiano significa bambino ndr) perché è il prodotto più prestigioso e complicato dell’azienda e quindi non poteva non essere dedicato a mio papà e a mio zio che erano i nàni di Otello”.

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La bollicina bianca di Parma così inizia così a farsi strada tra il mondo dei bianchi frizzanti: ricorda il Franciacorta ed è prodotto secondo il metodo Charmat, deve stare per 6 mesi in barrique e i successivi 9 mesi in autoclave, come avviene per la lavorazione iniziale del Franciacorta. “Il prodotto che ne è uscito è stato molto interessante, perché voleva far si che il mercato si accorgesse che anche a Parma si producesse una buona bollicina”. Anche l’esperienza al Vinitaly 2017 è stata un’ottima occasione per mettere in mostra gli sfavillanti prodotti della cantina ed è stata la giusta opportunità per sfoggiare la loro nova bottiglia della serie to-you-paint che, in occasione della fiera, è stata animata dal pittore parmigiano Patrizio Dall’Argine che ha dipinto fantasie sempre diverse direttamente sulla superficie delle bottiglie acquistate.

“Siamo partiti 5 anni fa con la bottiglia To You creando la prima e unica bottiglia al mondo con cui interagire: una bottiglia fatta a lavagna dove si può scrivere con un gessetto. Successivamente, dato il successo, abbiamo realizzato la bottiglia To You Total White dotata di pennarello e un cencio per scrivere e cancellare; e ora sta per arrivare la To You Paint corredata da tre tubetti di tempera e una tavolozza per dipingervi sopra”. Idee, innovazione, continui cambiamenti ed una particolare attenzione all’estetica sono i concetti fondamentali che vengono portati avanti da Cantine Ceci, guidata non solo da un carisma forte come quello di Alessandro ma anche dall’influenza delle quattro donne della famiglia che lavorano con lui e che influiscono non poco sulle scelte estetiche e di gusto dando un tocco femminile a tutti i loro prodotti. Cantine Ceci è sempre attuale sul mercato rispondendo alle esigenze e alle richieste degli acquirenti proponendo prodotti non solo buoni al gusto, ma che rapiscono l’attenzione specialmente per le loro particolari caratteristiche di stile inconfondibile e ineguagliabile.

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Pubblicato il: 28/05/2017

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